Sanseveria: come annaffiare correttamente per proteggere le radici e mantenere la pianta sana

Sanseveria: come annaffiare correttamente per proteggere le radici e mantenere la pianta sana

Matteo Casini

Gennaio 7, 2026

Tra le piante che affrontano la vita urbana senza perdersi, la Sanseveria spicca per adattabilità e facilità di cura in casa. Chi cerca un verde che non dia troppi grattacapi – o chi è appassionato di piante da interno – la sceglie spesso proprio per questo. Resiste anche in condizioni non proprio ideali, con un limite però ben preciso: l’acqua. Troppa irrigazione, e il rischio serio è il marciume radicale, che mette a dura prova la pianta.

Se compri una Sanseveria per la prima volta, devi sapere come maneggiare l’irrigazione per farla durare a lungo. Le sue foglie, carnose e spesse, immagazzinano umidità quando la siccità si fa sentire. Questo dettaglio la rende poco assetata, ma allo stesso tempo più fragile ai ristagni d’acqua. Oltre a essere resistente, è una vera alleata per migliorare l’aria di casa – roba che in città, dove l’aria spesso fa schifo, non è affatto trascurabile. Nonostante sembri facilissima, la Sanseveria richiede comunque attenzione con l’acqua per evitare problemi seri come il marciume, causato soprattutto da irrigazioni troppo frequenti rispetto alla sua reale necessità.

L’importanza di un’irrigazione calibrata

Il segreto di una Sanseveria sana? Dare acqua al momento giusto. La pianta è abituata a sopportare la siccità, ma se rimane con radici in un terreno bagnato, cominciano i guai. Umidità costante vuol dire funghi, batteri e – inevitabilmente – il temuto marciume radicale. All’inizio, non si vede nulla: la pianta sembra ok, il terreno è solo umido e basta.

Sanseveria: come annaffiare correttamente per proteggere le radici e mantenere la pianta sana
Una Sanseveria cilindrica in vaso, pronta per la cura essenziale. – warnervillage.it

Il tipo di terriccio nel vaso conta molto: se è troppo compatto e poco drenante, trattiene troppa acqua e la Sanseveria soffre. Per evitare problemi si usa spesso un mix di terriccio universale con sabbia o perlite, materiali che aiutano a scaricare l’acqua in eccesso. Il luogo dove metti la pianta poi gioca la sua parte: preferisce luce indiretta e aria ferma, niente sole diretto o correnti che cambiano l’umidità vicino alle radici. Chi abita in città, tipo nel Nord Italia o dalle parti di Milano, potrebbe sottovalutare questo aspetto, ma il microclima casalingo spesso è molto diverso da quello naturale.

Come evitare il marciume radicale: consigli pratici

Più che altro, il marciume si previene con una buona gestione dell’acqua. Il trucco? Controlla spesso il terreno con un dito prima di bagnare: se è asciutto nella parte superiore, puoi annaffiare. Annaffiare solo se serve è la regola più sana, così non si formano ristagni pericolosi.

Chi coltiva Sanseveria in casa, per esempio nel clima italiano, può aspettare 2-3 settimane tra un’annaffiatura e l’altra in estate. In inverno, quando la pianta va un po’ in letargo, l’acqua va ancora ridotta: l’eccesso danneggia parecchio. Occhio anche al sottovaso – lasciare acqua stagnante è un vero invito ai funghi.

Se la pianta inizia a mostrare foglie ingiallite o che appassiscono, è già segnale che qualcosa non va. Spesso si sente pure un odore strano dal terreno. Guardando le radici – per chi può – si notano molli e scure, segni inequivocabili di marciume. La soluzione migliore è togliere le parti marce e rinvasare con terra secca. Così, anche in spazi piccoli e con poca luce, puoi mantenere un angolo verde in salute più a lungo.

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