Chi non ha mai acceso il condizionatore in una giornata rovente sperando di trovare sollievo, solo per scoprire che fa fatica a raffreddare davvero? Succede spesso, soprattutto in molte case italiane. Il colpevole – che quasi nessuno considera – è il filtro dell’aria. Se viene trascurato, può mettere a rischio non solo l’efficienza dell’impianto, ma anche la qualità dell’aria che respiriamo in casa. Per chi vive in città, ecco la realtà: polvere, allergeni e smog si accumulano con facilità, bloccando il flusso d’aria e facendo aumentare i consumi di energia.
Un filtro sporco, oltre a rendere l’aria meno fresca, può causare veri problemi di benessere dentro casa. Provoca la diffusione di particelle fastidiose, che peggiorano allergie e disturbi respiratori, soprattutto in chi è più sensibile. Ma la soluzione, per fortuna, è spesso a portata di mano. Basta qualche controllo periodico – meglio farlo con costanza – e pulire o cambiare il filtro prima che la situazione peggiori. Peccato che molti se ne accorgano solo quando il condizionatore perde potenza proprio nel momento del bisogno.
Come capire quando è il momento di cambiare il filtro e come agire
Verificare lo stato del filtro regolarmente è il punto di partenza per un condizionatore che lavora bene. Ecco un trucco semplice: estrai il filtro e guardalo bene alla luce. Se la superficie sembra quasi impedire il passaggio dell’aria, se è nascosta da uno strato spesso di polvere e sporco, allora è tempo di intervenire. Consiglio di fare questo controllo almeno una volta al mese – soprattutto se in casa ci sono animali o si abita in zone “polverose”.

Ricorda che il filtro si trova in posti diversi a seconda del modello. A volte è dentro l’unità interna, altre nei condotti o direttamente nelle unità a finestra. Prima di metter mano, spegni sempre il condizionatore e stacca la corrente: sicurezza prima di tutto, e poi eviti di spargere polvere in giro. Di solito, estrarre il filtro è un gioco da ragazzi: basta togliere un pannello o aprire uno sportello. Quando il filtro appare opaco, coperto da terra e detriti, sostituirlo è una necessità. Un dettaglio da non dimenticare: fai attenzione alla freccia sul bordo, che indica il senso corretto per rimetterlo – così il flusso d’aria scorre senza intoppi.
Un filtro pulito non solo rende l’aria più fresca, ma lascia anche respirare meglio. Nelle città, dove inquinamento e polveri sono all’ordine del giorno, è un piccolo gesto che fa una grande differenza.
Quando e come sostituire il filtro in base all’ambiente e all’uso
Non c’è una “formula magica” per decidere ogni quanto cambiare il filtro. Dipende dalla zona, dall’uso e persino dagli abitanti della casa. C’è una cosa chiara: un filtro trascurato crea resistenza, obbligando il condizionatore a lavorare di più e a consumare di più. In situazioni urbane dense di polveri o traffico, cambiare filtro ogni tre mesi è quasi d’obbligo se vuoi mantenere performance e qualità dell’aria.
Nelle regioni più secche o, al contrario, nelle zone sabbiose, l’usura del filtro accelera perché particelle sottili e sabbia fanno “il loro lavoro”, ecco perché serve attenzione. Chi ha animali magari a pelo lungo deve controllare più spesso, diciamo ogni tre settimane, perché i peli intasano facilmente il filtro. Se invece il condizionatore si usa poco, o si abita in climi miti, si può allungare un po’ i tempi di cambio, anche fino a sei mesi, ma con uno sguardo attento all’inizio e fine stagione calda.
Un’altra dritta: sulla confezione del filtro c’è spesso scritto un valore chiamato MERV. Indica il grado di filtrazione, più è alto e più il filtro trattiene particelle microscopiche. Ma attenzione: filtri troppo “intensivi” possono rallentare il passaggio d’aria e far aumentare le manutenzioni. Il ritorno? Un filtro ben tenuto fa risparmiare energia – anche tra il 5 e il 15% –, alleggerendo la bolletta e facendo durare di più il condizionatore. Con aria sempre più inquinata nelle nostre città, non è un dettaglio da sottovalutare se vuoi stare meglio ogni giorno.
