Nel mezzo di tanti giardini sparsi nel Nord Italia, le fontane solari – ormai lo si vede bene – stanno diventando un elemento tipico del paesaggio quotidiano. Facili da montare e senza bisogno di fili o impianti complicati, hanno il pregio di offrire una lieve magia visiva e, allo stesso tempo, un sistema indipendente per far muovere l’acqua di piccoli laghetti o vasche ornamentali. Chi ama passare tempo all’aperto sa di certo quanto il suono e il movimento dell’acqua riescano a trasformare qualsiasi giardino in un luogo più vivo, quasi accogliente. Ma poi, al di là del loro aspetto, quanto davvero le fontane solari migliorano la qualità dell’acqua? È una domanda che più di qualcuno si pone prima di decidere di investire in questi dispositivi.
Dietro alle fontane solari c’è una tecnologia piuttosto semplice, impostata su pochi elementi: un pannello fotovoltaico che trasforma la luce del sole in energia elettrica, una pompa per far circolare l’acqua e, qualche volta, qualche accessorio extra come luci a LED o ugelli intercambiabili. La pompa parte non appena il pannello è esposto al sole diretto, così l’acqua si muove senza dover pensare a prese o cavi. Il vantaggio? Un risparmio vero, soprattutto per chi non vuole complicarsi la vita con impianti o lavori elettrici. Risultato: un sistema che si infila nel giardino senza fare chiasso, dando valore a tutto senza ulteriori ingombri.
Sul mercato ci sono essenzialmente due categorie di fontane solari: quelle con pompe galleggianti e quelle con pompe immerse. Le prime sono leggere, facili da spostare e più adatte a effetti d’acqua mutevoli nel tempo, quasi come cambiare aria al giardino. Le seconde, invece, stanno fisse sul fondo e portano a getti più stabili e regolati. In entrambi i casi la circolazione e l’ossigenazione dell’acqua – aspetti fondamentali per il benessere di piante e pesci – migliorano sensibilmente. Nel tempo, una buona circolazione riduce anche le alghe: chi ha un laghetto, soprattutto dalle parti di Milano o in Lombardia, lo sa bene vedendo l’acqua più limpida e ossigenata, non poco per l’equilibrio dell’habitat.
Non tutte le fontane solari offrono le stesse prestazioni
Il catalogo delle fontane solari è piuttosto vario, ma dietro questa scelta ampia si nasconde una verità: non tutti i modelli rendono allo stesso modo nei diversi ambienti. Le fontane più economiche – con pompe intorno ai 30 euro – vanno bene forse solo per laghetti decorativi di dimensioni contenute. Se usate in bacini più grandi, però, possono rivelarsi inefficaci, lasciando l’acqua quasi ferma e smorzando l’effetto estetico che ci si aspettava. D’altro canto, fontane troppo potenti in vasche piccole creano spruzzi eccessivi, col risultato di una rapida evaporazione e la necessità di riempire spesso, specie durante i mesi più toridi dell’estate.

C’è chi osserva le fontane solari con occhio attento, e sa che la luce del sole – altro dettaglio non da poco – incide molto sul loro funzionamento. I modelli base partono solo quando c’è il sole pieno, mentre quelli più sofisticati hanno batterie ricaricabili che accumulano energia di giorno per mantenere la pompa attiva anche con cielo coperto o di sera. Una differenza che cambia molto la vita quotidiana: una fontana che si spegne continuamente fa perdere rapidamente fiducia in chi l’ha installata.
Da non sottovalutare la qualità del pannello solare e la scelta degli ugelli. Sono questi ultimi che modificano forma e altezza del getto, influenzando non solo l’impatto visivo ma anche quanto efficacemente l’acqua si rinnova. Chi vuole un giardino che funzioni – non solo uno bello da guardare – deve pensarci bene: questi dettagli separano un dispositivo che serve davvero da semplice decorazione.
Cosa tenere presente prima di scegliere la fontana per il giardino
Per iniziare, bisogna valutare con cura com’è fatto il proprio spazio esterno, soprattutto quanto è grande il bacino d’acqua. Fontane di dimensioni ridotte possono andare bene per vasche e laghetti piccoli, ma non bastano per stagni grandi o profondi, che chiedono pompe più potenti per mantenere l’acqua in movimento e ben ossigenata. Estate significa caldo, e con il caldo le alghe si moltiplicano veloce, rovinando la qualità e la salute dell’acqua nel bacino.
Da considerare anche quanto si voglia puntare sul lato estetico o funzionale. Le pompe galleggianti sono comode e si spostano in base a vento e sole, offrendo effetti d’acqua quasi sempre nuovi, mentre quelle da fondo sono più fisse e danno getti regolari: un vantaggio quando il laghetto ospita pesci o è molto profondo. Qualche modello integra luci LED che si accendono con l’energia solare, un bel colpo d’occhio nelle sere estive, senza alcun consumo esterno.
Importante anche la facilità di montaggio. I kit “plug & play” sono apprezzati da chi vuole puntare su una soluzione rapida e senza troppi pensieri. Nei laghetti di media grandezza, poi, non mancano quelli che scelgono di mettere insieme più fontanelle piccine, mescolando effetti visivi e migliorando l’arieggiamento dell’acqua, insomma, due piccioni con una fava.
Per far durare la fontana nel tempo, poi, serve un po’ di manutenzione. Quelle meno potenti richiedono pulizie regolari di pompa e pannello, altrimenti si accumulano residui che ne riducono l’efficienza. Al contrario, fontane molto attive possono far evaporare più acqua, con la necessità di rabboccarla più spesso. Meglio meditarci prima, così da evitare sorprese e godersi l’acqua in movimento senza stress.
Negli ultimi anni si è visto crescere il numero di fontane solari installate in parchi pubblici e giardini privati, soprattutto al centro-nord. Un fenomeno che rispecchia – se vogliamo – la voglia di puntare su soluzioni ecologiche e funzionali. L’acqua in movimento non è solo decorazione, ma offre un angolo rilassante dove il suono dell’acqua e la vista del getto si fanno compagnia, specialmente nelle giornate calde, un dettaglio spesso apprezzato da chi ama godersi il proprio spazio verde.
